Si può usare l'IA per ottimizzare un sito WordPress?
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- L’IA è la tua migliore alleata per l’ottimizzazione web con IA su WordPress
- Come capisco se ho bisogno di ottimizzare? I Core Web Vitals
- Il peso della pagina web (page size)
- Immagini: passiamo alle cose facili (e veloci)
- Cache: il titano delle ottimizzazioni
- Database: Le viscere della bestia
- Codice: si possono ottimizzare anche CSS, JavaScript e HTML
- Tempo di risposta del server (TTFB): le fondamenta della tua casa
- Piano d’azione passo dopo passo
- Ottimizzare non deve essere complicato
Il tuo sito è lento e non sai da dove iniziare? Hai provato di tutto, plugin di cache, ottimizzazione immagini, cambi di tema, e continui a non passare il test di PageSpeed? Tranquillo, non hai rotto nulla. Succede a tutti, navigo in questo settore da anni e posso assicurarti che l’ottimizzazione non è un lavoro che si fa una volta e via, ma una (pre)occupazione costante.
L’ottimizzazione web può sembrare un labirinto tecnico dove ogni decisione somiglia più complicazione che soluzione. Ma la buona notizia è che l’intelligenza artificiale è arrivata per darci una mano anche in questo.
Non dico che farà magie, ma di sicuro può risparmiarci ore di lavoro e, soprattutto, aiutarci a capire cosa sta succedendo davvero sotto il cofano delle nostre pagine.
In questo articolo ti spiegherò i pilastri fondamentali per l’ottimizzazione siti web con IA su WordPress. Per ogni elemento vedremo cos’è, perché è importante, quali metriche migliora, quali strumenti hai a disposizione e, la parte più interessante, come usare l’IA per farti dare una mano. Il tutto con esempi pratici di prompt che puoi copiare e incollare.
Mettiamoci all’opera.
L’IA è la tua migliore alleata per l’ottimizzazione web con IA su WordPress
Il bello di usare l’intelligenza artificiale per ottimizzare il tuo sito è che puoi chiederle qualsiasi cosa in ogni momento. Non serve essere un esperto di Web Performance per capire cosa non va.
Nell’ecosistema WordPress, lo strumento più efficace è l’Agente AI per WordPress di SiteGround AI Studio, un assistente specializzato configurato per agire come il tuo consulente tecnico personale, risolvendo problemi, analizzando le tue pagine e ottimizzando tutto in pochi secondi.
Ecco alcuni esempi di cosa puoi chiedere all’IA durante questo processo (e ne vedremo molti altri in questo articolo):
- “Ho appena analizzato il mio sito con PageSpeed e ho ottenuto 45 su mobile. Ecco i problemi elencati: [incolla i risultati]. Creami un piano d’azione ordinato per il migliore impatto.”
- “Il mio LCP è di 3,8 secondi e l’elemento più grande è un’immagine di sfondo nell’hero section. Come posso ottimizzarla senza perdere qualità visiva?”
- “Ho attivato tutte le opzioni di Speed Optimizer e ora il menu a tendina non funziona. Come identifico quale opzione sta causando il conflitto?”
- “Voglio capire cosa fa esattamente l’opzione ‘Rinvio dei JavaScript che bloccano la visualizzazione’. Spiegamelo come se avessi 10 anni.”
- “Quali sono i plugin WordPress che solitamente rallentano di più i siti? Controlla quelli che ho installato. Ce n’è qualcuno problematico?”
- “La mia concorrenza carica in 1,5 secondi e io in 4. Cosa potrebbero fare loro che io non sto facendo?”
La chiave è chiedere in modo specifico, fornendo contesto. Più informazioni aggiungi, meglio l’IA potrà aiutarti. Se parli lo spagnolo puoi anche usare questo ottimizzatore di prompt per IA che ho preparato io stesso e che ti aiuta a migliorare le tue istruzioni.
Come capisco se ho bisogno di ottimizzare? I Core Web Vitals
Prima di iniziare a toccare qualsiasi cosa, devi sapere a che punto sei. Per farlo esistono i Core Web Vitals, delle metriche che Google utilizza per misurare l’esperienza utente sul tuo sito rispetto a quello su tutti gli altri siti. Dal 2021 fanno parte dei fattori di posizionamento, quindi ignorarli non è un’opzione.

Cosa sono esattamente i Core Web Vitals
Abbiamo tre metriche principali:
- LCP (Largest Contentful Paint): Misura quanto tempo impiega a caricarsi l’elemento più grande visibile sullo schermo. Di solito è un’immagine in evidenza, un video o un blocco di testo importante. Google vuole che stia sotto i 2,5 secondi.
- INP (Interaction to Next Paint): Ha sostituito il vecchio FID nel 2024 e misura la capacità di risposta del tuo sito. Fondamentalmente, quanto tempo impiega la pagina a reagire quando qualcuno clicca, tocca o scrive. L’obiettivo è stare sotto i 200 millisecondi.
- CLS (Cumulative Layout Shift): Misura la stabilità visiva. Ti è mai capitato di provare a cliccare su un pulsante e, all’improvviso, la pagina si muove facendoti cliccare su un annuncio? Quello è un layout shift. Google vuole che sia inferiore a 0,1.
È davvero importante?
Oltre alla SEO o alla GEO (Generative Engine Optimization, la nuova SEO per le IA), queste metriche analizzano il tuo sito valutando l’esperienza reale dei tuoi utenti, sia tramite test “in laboratorio” che basandosi sul traffico reale. Un sito lento frustra, un sito instabile confonde e un sito che non risponde spinge le persone ad andarsene. E quando la gente se ne va, non compra, non legge e non torna.
Come misurare i Core Web Vitals
Hai diverse opzioni:
- PageSpeed Insights (pagespeed.web.dev): Lo strumento ufficiale di Google. Ti fornisce dati di laboratorio e dati sul campo (utenti reali).
- Google Search Console: Nel report “Esperienza sulle pagine” puoi vedere lo stato dei tuoi Core Web Vitals su tutto il sito.
- Estensione Web Vitals: Un’estensione per Chrome che mostra le metriche in tempo reale mentre navighi.
Come può aiutarti l’IA a ottimizzare il tuo sito?
Cominciamo subito, perché i report di PageSpeed possono essere scoraggianti e, soprattutto, molto tecnici. L’IA può aiutarti a:
- Interpretare i risultati in un linguaggio umano e comprensibile.
- Prioritizzare cosa sistemare per primo.
- Capire l’impatto reale di ogni singolo problema sul tuo sito.
Prompt di esempio:
“Il mio sito ha un LCP di 4,2 secondi e PageSpeed mi dice che il problema è ‘Riduci l’impatto del codice di terze parti’. Cosa significa esattamente e cosa posso fare per migliorarlo su WordPress?”
Oppure, per un’analisi più completa:
“Analizza questi risultati di PageSpeed Insights del mio sito: [incolla i risultati]. Ordinali per impatto e dimmi da quale dovrei iniziare, perché e come farlo usando i plugin che ho già installato o quelli che mi consigli. Non sono un ingegnere, quindi suggeriscimi soluzioni semplici, rapide e, se possibile, gratuite.”

Il peso della pagina web (page size)
Questo è un tema che ha guadagnato molta rilevanza di recente, ma che molti ancora ignorano.
Google ha appena aggiornato i limiti di scansione di Googlebot, il suo bot che setaccia la rete, e ora processa solo i primi 2 MB dell’HTML di una pagina per indicizzarla. Prima il limite era di 15 MB, quindi parliamo di una riduzione drastica dell’86%.
Cosa significa il peso della pagina all’atto pratico?
Se la tua pagina genera un file HTML che supera i 2 MB (attenzione, parliamo di file decompresso), tutto ciò che si trova oltre quel limite diventa invisibile per Google. Questo include:
- Contenuti importanti posizionati a fine pagina.
- Dati strutturati (Schema) se inseriti in fondo all’HTML.
- Link interni nel footer o nella navigazione inferiore.
- Qualsiasi informazione rilevante per la SEO.
È davvero così importante?
Potresti pensare: “Ma dai, il mio sito non pesa mica così tanto!”. Rimarresti sorpreso. I siti moderni carichi di plugin, page builder visivi e JavaScript inline possono gonfiare l’HTML più di quanto immagini. E ricorda: non parliamo del peso totale (immagini incluse), ma specificamente del documento di testo HTML.
Quali metriche migliorano alleggerendo la pagina:
- Migliore indicizzazione e scansione: Google legge tutto e subito.
- TTFB (Time to First Byte) ridotto: Il server risponde più in fretta.
- Miglioramento del LCP.
- Minor consumo di risorse del server.
Strumenti utili e come l’IA ti dà una mano
Puoi usare le DevTools del browser (tasto destro > “Ispeziona” > scheda “Network”, filtra per “Doc” e guarda la colonna “Resource”). Se mastichi un po’ di terminale, puoi usare questo comando, più veloce:
curl -sL –compressed “https://tuosito.it” | wc -c.
L’IA può analizzare il tuo codice e scovare cosa sta “ingrassando” il tuo HTML.
Ecco alcuni prompt da provare:
“Ho una pagina WordPress con un HTML da 2,3 MB decompresso. Quali sono le cause comuni di un HTML ‘gonfio’ su WordPress e come posso identificare cosa occupa spazio?”
“Il mio tema usa Elementor e l’HTML è di 1,8 MB. Quali impostazioni o widget di Elementor potrebbero appesantire il codice e come posso ottimizzarli senza rompere il design?”
Immagini: passiamo alle cose facili (e veloci)
Se dovessi scommettere su quale sia il problema principale di performance nella maggior parte dei siti WordPress, mi giocherei lo stipendio sulle immagini. E vincerei quasi sempre. Le immagini rappresentano spesso tra il 50% e il 70% del peso totale di una pagina. Ogni miglioramento qui ha un impatto enorme.
I fattori chiave per l’ottimizzazione immagini
Non basta “ottimizzare” genericamente. Devi guardare a:
- Peso del file: Un’immagine da 2 MB è un mattone che affonda il sito.
- Dimensioni: Caricare una foto 4000×3000 pixel per mostrarla in un riquadro 800×600 è uno spreco di risorse.
- Formati: WebP e AVIF sono i nuovi standard per ridurre il peso senza perdere qualità.
- Lazy Loading: Inutile caricare immagini che l’utente non ha ancora visualizzato nello scroll.
Perché è così importante?
Le immagini pesanti colpiscono dritto all’LCP, che è una delle tre metriche che più fanno penare noi proprietari di siti per la sua importanza lato utente. Se la tua immagine in evidenza ci mette 3 secondi a caricarsi, il tuo LCP sarà di almeno 3 secondi. Non c’è molto mistero.
Quali sono le metriche che migliorano con immagini più leggere:
- LCP: È l’impatto più diretto e significativo.
- Peso totale della pagina: Meno dati da trasferire.
- Tempo di caricamento generale: Tutto scorre più velocemente.
Strumenti utili per ottimizzare le immagini
Se sei su SiteGround, hai a disposizione il plugin Speed Optimizer, che include diverse funzionalità specifiche:
- Compressione automatica: Riduce il peso senza perdite visibili di qualità.
- Conversione in WebP: Crea versioni WebP di tutte le tue immagini, un formato che può ridurre il peso del 25-35% rispetto al JPEG.
- Lazy loading: Carica le immagini solo quando l’utente si avvicina facendo scroll.
Puoi configurare tutto dal pannello di Speed Optimizer direttamente nella tua bacheca WordPress. Facile, veloce e gratis.

Come può aiutarti l’IA con le immagini?
L’intelligenza artificiale può aiutarti a fare un audit dei tuoi media e a prendere le decisioni giuste. Ecco alcuni prompt d’esempio:
“Controlla la libreria media del mio WordPress e dimmi quante immagini pesano più di 500 KB e quali sono le 10 più pesanti.”
“Ho 200 immagini sul mio sito: dovrei convertirle tutte in WebP o ci sono casi in cui è meglio mantenere il formato originale?”
“La mia immagine in evidenza è un PNG da 1,2 MB. Che formato e livello di compressione mi consigli per mantenere la qualità visiva riducendo il peso?”
Cache: il titano delle ottimizzazioni
Se c’è un concetto che trasforma radicalmente un sito WordPress, è la cache. Invece di ricostruire la pagina da zero ogni volta (interrogando il database e masticando codice PHP), la cache serve una copia già pronta, consegnandola al visitatore in un battibaleno.
Tipi di cache
- Cache di pagina: Salva la pagina HTML completa. È la soluzione più efficace per i visitatori non connessi.
- Cache dinamica: È una cache di pagina intera ma per risorse non statiche, evita query inutili al database.
- Cache degli oggetti (Object Cache): Salva i risultati delle interrogazioni al database nella memoria RAM. È utilissima per i siti dinamici (ovvero WordPress) o con utenti loggati. Se hai un ecommerce, questa è obbligatoria.
- Cache del browser: Istruisce il browser del visitatore a memorizzare certi file (CSS, JS, immagini) per evitare di doverli scaricare di nuovo alla visita successiva. Solitamente si configura tramite plugin.
- NGINX Direct Delivery: Anche se non è tecnicamente una cache, è un sistema di ottimizzazione supplementare che funziona in modo simile e che SiteGround attiva di default su tutti i siti. Serve le risorse statiche direttamente dal server, evitando che debba farlo l’applicazione, cioè WordPress.
È davvero importante?
Senza cache, ogni singola visita al tuo sito comporta questi passaggi:
- Il server riceve la richiesta.
- Viene eseguito il codice PHP.
- Vengono effettuate query al database (a volte centinaia!).
- Viene generato l’HTML.
- Il file viene inviato al browser.
Con la cache di pagina, i passaggi 2, 3 e 4 spariscono. Il server consegna semplicemente un file HTML già pronto. La differenza? Si passa dai secondi ai millisecondi.
Quali metriche migliora la cache
- TTFB (Time to First Byte): L’impatto più immediato. Non è raro passare da 800 ms a soli 50 ms.
- LCP: Caricando l’HTML più velocemente, tutto il resto del processo inizia prima.
- Consumo delle risorse del server: Meno lavoro = meno risorse utilizzate = piano di hosting più leggero e conveniente.
Strumenti utili per la cache
Su SiteGround hai a disposizione tutti i sistemi di cache a livello server, ottimizzati specificamente per WordPress:
- NGINX Direct Delivery
- Cache degli oggetti (Memcached)
- Cache dinamica
- Cache del browser

Puoi attivare o disattivare tutto a tuo piacimento tramite il plugin gratuito Speed Optimizer di SiteGround, oppure da “Site Tools > Velocità > Cache”.
Come può aiutarti l’IA a configurare la cache?
La cache può creare qualche grattacapo se non è configurata bene, specialmente su siti con contenuti dinamici, negozi online o aree riservate. L’IA può darti una mano.
Prompt di esempio:
“Ho un negozio WooCommerce e voglio attivare la cache dinamica, ma temo che gli utenti possano vedere il carrello di altri. Quali pagine dovrei escludere dalla cache?”
“Dopo aver attivato Memcached, il mio sito sembra più lento invece che più veloce. Perché succede e come posso diagnosticare il problema?”
“Spiegami come funziona la cache del browser e quali tempi di scadenza (expiration) dovrei configurare per ogni tipo di file.”
Database: Le viscere della bestia
WordPress salva assolutamente tutto nel database: articoli, pagine, commenti, opzioni, transients, revisioni, metadati… Con il passare del tempo, questo archivio cresce e accumula spazzatura che rallenta ogni singola consultazione.
Cosa si accumula nel database?
- Revisioni degli articoli: Ogni volta che salvi una bozza, WordPress crea una revisione. Se modifichi molto un testo, puoi ritrovarti con centinaia di versioni inutili per ogni singolo post.
- Dati temporanei scaduti (transients): Sono dati a termine che dovrebbero cancellarsi da soli, ma che spesso restano lì a occupare spazio.
- Commenti spam: Anche se sono nel cestino, continuano a pesare sul database.
- Opzioni “orfane”: Plugin che hai disinstallato ma che hanno lasciato le loro impostazioni nel database.
- Tabelle non ottimizzate: Con l’uso, le tabelle si frammentano e occupano più spazio del necessario.
Perché è importante?
Ogni volta che qualcuno visita il tuo sito (senza cache), WordPress interroga il database. Se questo è “gonfio” e frammentato, ogni query richiede più tempo. Moltiplica questo ritardo per decine di query a pagina e per centinaia di visite al giorno: il risultato è un rallentamento evidente.
Quali metriche migliora un database pulito
- TTFB: Query più veloci = risposta del server più rapida.
- Tempo di caricamento generale: Tutto il processo di generazione della pagina accelera.
- Stabilità: Un database pulito genera meno errori e problemi tecnici.
Strumenti utili per ottimizzare il database
Lo Speed Optimizer di SiteGround include una funzione di manutenzione automatica del database. Una volta attivata, pulisce ogni settimana:
- Commenti spam e nel cestino.
- Articoli e pagine nel cestino.
- Transients scaduti.
- Ottimizzazione delle tabelle.
Puoi attivare questa funzione da “Speed Optimizer > Ambiente > Manutenzione programmata del database”. Un click e non ci pensi più.

Come può aiutarti l’IA nell’ottimizzazione del database?
L’intelligenza artificiale può aiutarti a scovare lo sporco più ostinato o a eseguire operazioni avanzate.
Ecco alcuni prompt d’esempio:
“Quante revisioni di articoli ho nel mio database e quanto spazio occupano? Forniscimi una query SQL per verificarlo.”
“Voglio limitare le revisioni di WordPress a un massimo di 5 per articolo ed eliminare quelle vecchie. Come posso farlo in modo sicuro?”
“La mia tabella wp_options ha 2.000 righe con autoload=’yes’. È normale? Come identifico quali sono superflue?”
Codice: si possono ottimizzare anche CSS, JavaScript e HTML
Il codice che genera il tuo sito può essere leggero ed efficiente oppure un mostro rigonfio che ne blocca il caricamento. La differenza sta tutta nel modo in cui questo codice viene gestito e servito al browser.
I problemi comuni
- JavaScript che blocca il rendering: Per impostazione predefinita, quando il browser incontra uno script, interrompe il rendering della pagina finché non lo ha scaricato ed eseguito. Se hai molti script nell’ <head>, la pagina impiegherà una vita a mostrarsi.
- CSS inutilizzato: Molti temi e plugin caricano fogli di stile enormi di cui utilizzi solo il 10%. Il resto è “peso morto” che il browser deve comunque elaborare.
- Codice non minificato: Spazi, interruzioni di riga e commenti rendono il codice leggibile per noi umani, ma aggiungono peso inutile per i server.
- Troppe richieste: Ogni file CSS o JS è una richiesta HTTP. Tante piccole richieste possono essere più penalizzanti di poche richieste più consistenti.
Perché è importante?
Un JavaScript che blocca il rendering può aggiungere secondi preziosi al tempo di caricamento. Il CSS non critico caricato nell’ <head> ritarda il primo colpo d’occhio (First Paint) della pagina. Tutto questo influisce drasticamente su come gli utenti percepiscono la velocità del tuo sito.
Quali metriche migliora un codice leggero
- LCP: Il contenuto principale viene mostrato prima se non ci sono script che bloccano il processo.
- INP: Meno JavaScript da elaborare = risposte più rapide alle interazioni dell’utente (click, tap).
- CLS: Caricare prima il CSS critico evita i salti di impaginazione mentre la pagina si carica.
Strumenti utili per un codice efficiente
Lo Speed Optimizer di SiteGround ha una sezione interamente dedicata all’ottimizzazione delle risorse del frontend:
- Minimizzazione HTML, CSS e JavaScript: Elimina tutti i caratteri superflui.
- Combinazione CSS e JavaScript: Riduce il numero totale di richieste HTTP.
- Rinvio (Defer) dei JavaScript che bloccano il rendering: Gli script vengono caricati solo dopo che la pagina è diventata visibile.
- Caricamento asincrono (Async): Lo script viene scaricato in parallelo e applicato appena è pronto.
- Precaricamento delle risorse (Preload): Indica al browser quali file saranno necessari a breve, anticipando i tempi.
Trovi tutto in “Speed Optimizer > Portata”. Il mio consiglio da amico? Attiva le opzioni una alla volta (tranne quella di combinare i file, quella mai) e controlla che nulla si rompa prima di passare alla successiva.
Come può aiutarti l’IA a migliorare il tuo codice?
L’intelligenza artificiale è fenomenale per interpretare i suggerimenti tecnici dei test di velocità.
Ecco alcuni prompt che puoi usare:
“PageSpeed mi dice di ‘Eliminare le risorse che bloccano il rendering’ e mi elenca 5 file CSS e 3 JS. Come faccio a capire quali posso rinviare senza rompere il layout?”

“Il mio tema carica un file CSS da 300 KB ma ne uso solo il 15% nella home page. Come posso estrarre il CSS critico e differire il resto?”
“Dopo aver attivato l’opzione ‘Combina JavaScript’ in Speed Optimizer, il mio slider ha smesso di funzionare. Come posso risolvere il conflitto?”
Tempo di risposta del server (TTFB): le fondamenta della tua casa
Il TTFB (Time to First Byte), di cui ti sto parlando ormai da un po’ in questa piccola ma spero piacevole guida — e ti chiedo mille scuse per non averlo spiegato nel dettaglio prima — è il tempo che passa dal momento in cui il browser richiede una pagina a quello in cui riceve il primo byte di risposta.
È, per dirla in altro modo, il punto di partenza di tutto il caricamento del tuo sito. Se il tuo server impiega 2 secondi solo per iniziare a rispondere, il tuo LCP non scenderà mai sotto i 2 secondi.
Da cosa dipende il TTFB?
Il TTFB è influenzato da diversi fattori:
- Qualità dell’hosting: Sorpresa! Non tutti i server sono uguali. Se hai già il tuo sito ospitato su SiteGround non devo spiegarti nulla, sai già che questa è una metrica che migliora all’istante non appena completi la migrazione.
- Distanza geografica: Se il tuo server è negli Stati Uniti e il tuo visitatore è in Italia, ci sarà latenza. È inevitabile.
- Configurazione del server: Versione di PHP, configurazione di MySQL, ecc.
- Ottimizzazione di WordPress: Plugin lenti, query pesanti al database, ecc.
- Cache: Ne abbiamo già parlato, ma lo ripeto perché è imprescindibile.
È davvero importante?
Il TTFB è la fondamenta su cui si costruisce tutto il resto. Puoi avere immagini ottimizzate alla perfezione, CSS minificato e JavaScript differito, ma se il tuo server ci mette un secondo a rispondere, partirai sempre in svantaggio.
Quali metriche migliora un buon TTFB
- TTFB (direttamente): È la metrica che misura, quindi zero sorprese qui.
- LCP (indirettamente): Perché se il server risponde prima, tutto il resto inizia prima.
- Esperienza di navigazione: Il sito sembra più veloce in generale, a ogni click.
Strumenti utili per un ottimo TTFB
Su SiteGround hai diverse frecce al tuo arco:

- PHP ultra-veloce: Una configurazione ottimizzata di PHP specifica per WordPress che migliora significativamente le prestazioni. Puoi attivarla da Site Tools > Sviluppatori > Gestione PHP.
- CDN di SiteGround: Replica i tuoi contenuti su server distribuiti in tutto il mondo. Quando un visitatore dall’Australia visita il tuo sito ospitato in Europa, il contenuto viene servito dal nodo più vicino a lui. Si attiva da Site Tools > Velocità > CDN.
- HTTP/2-3: Abilitati di default su tutti i siti con SSL. Permettono di caricare più risorse in parallelo su un’unica connessione.
- HTTPS/SSL: Oltre alla sicurezza, attiva automaticamente l’HTTP/2 e trasmette fiducia agli utenti.
Come può aiutarti l’IA a migliorare il tuo TTFB?
Vediamo come puoi chiedere a un’IA di aiutarti a ottimizzare il tempo di risposta. Nel mio caso, ho chiesto aiuto all’Agente WordPress di AI Studio.
Prompt di esempio:
“Il mio TTFB è di 1,2 secondi. Quali sono le cause più comuni su WordPress e come posso diagnosticarle?”
“Come posso verificare quali dei plugin che ho attivi potrebbero rallentare il mio WordPress? È possibile misurare il tempo di caricamento di ciascuno?”
Piano d’azione passo dopo passo
Ok, ora che hai tutta la teoria, ti starai chiedendo: “e adesso da dove comincio?”. Ecco la mia raccomandazione sull’ordine che dovresti seguire:
1. Misura prima di toccare nulla
Passa il tuo sito su PageSpeed Insights e segnati i punteggi e i Core Web Vitals. Questo è il tuo punto di partenza. Se non misuri, non potrai sapere se stai davvero migliorando.
2. Controlla l’hosting e la cache
Se ti trovi su un hosting lento, valuta seriamente di migrare. Nessuna toppa che metterai dentro WordPress risolverà il fatto di avere un motore guasto o antiquato, penso che ci intendiamo, no? Se non hai la cache attiva, attivala. Queste due cose, da sole, possono trasformare il tuo sito.
3. Ottimizza le immagini
È l’ambito in cui otterrai il massimo impatto con il minimo sforzo. Comprimi, converti in WebP, attiva il lazy loading.
4. Pulisci il database
Attiva la manutenzione automatica ed effettua una pulizia iniziale di revisioni, spam e transients (i file temporanei dei plugin).
5. Ottimizza il codice
Minifica e ottimizza tutto ciò che puoi, rimanda il caricamento degli script. Fallo con cura e testando il sito dopo ogni singola modifica.
6. Monitora il peso della pagina
Controlla che il tuo HTML non superi i 2 MB. Se succede, scova cosa lo sta gonfiando.
7. Misura di nuovo e confronta
I punteggi sono migliorati? Di quanto? Cosa resta ancora da ottimizzare?
Ottimizzare non deve essere complicato
L’ottimizzazione web può sembrare un mondo oscuro, pieno di sigle incomprensibili e configurazioni che mettono ansia solo a guardarle. Ma la realtà è che, con gli strumenti giusti e un po’ di guida, tutti possiamo migliorare significativamente le prestazioni del nostro WordPress.
Quello che prima richiedeva ore di ricerca, test ed errori, oggi può essere accelerato enormemente grazie all’intelligenza artificiale. Non perché debba fare il lavoro al posto tuo, ma perché può spiegarti cosa sta succedendo, aiutarti a prendere decisioni e guidarti quando qualcosa non va come previsto.
Se hai il tuo sito su SiteGround, hai già a disposizione la migliore infrastruttura e strumenti specializzati come Speed Optimizer e sistemi di cache lato server che fanno gran parte del lavoro sporco senza che tu debba essere un ingegnere. Puoi (anzi, devi!) combinarli con l’Agente IA per WordPress di AI Studio. Avrai un team potentissimo al tuo fianco.
L’Agente di WordPress, oltre a darti consigli, installerà un plugin per abilitare una chat diretta nella tua bacheca. Questo cambia il campo da gioco, perchè non ricevi più solo suggerimenti, ma puoi chiedergli di eseguire modifiche, installare plugin o pulire il database direttamente dal pannello di controllo, senza dover copiare e incollare codice.
È, letteralmente, come avere un tecnico IA di guardia dentro il tuo WordPress, pronto ad agire. Perché alla fine l’obiettivo è semplice: vogliamo un sito che carichi velocemente, utenti felici e che Google (e le IA) ci guardino di buon occhio, citandoci e linkandoci. Tutto il resto sono dettagli tecnici che, con gli strumenti giusti, puoi risolvere strada facendo.
Hai dubbi su qualche punto? Hai provato una di queste ottimizzazioni e vuoi condividere la tua esperienza? Chiedimi pure quello che vuoi e se conosco la risposta, te la darò con piacere!



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