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Marketing

Buyer Persona: Cos'è, come costruirla passo dopo passo con i template e strumenti giusti

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Jul 21, 2026 12 min di lettura
illustrazione di una persona al computer con accanto unaa lista di carattestiche personali per definire il tipo di buyer persona

Una buyer persona è il profilo semi-fittizio del tuo cliente ideale, costruito su dati reali riguardanti bisogni, comportamenti e processo d’acquisto. Serve a orientare contenuti, campagne email e scelte di prodotto senza affidarti a supposizioni. In questa guida vediamo come crearle in 5 passaggi, un template compilabile e tre esempi di buyer persona per tre tipi di attività diverse.

Punti chiave:

  • Definizione buyer persona: Un profilo semi-fittizio basato su dati reali.
  • Costruire una buyer persona in 5 passaggi:
    • Raccolta dati
    • Analisi dei pattern
    • Creazione profilo demografico
    • Aggiunta dettagli personali
    • Definizione dei touchpoint
  • A cosa servono le buyer personas: Per sviluppare strategie mirate per email, contenuti, post social e materiale pubblicitario, per il disegno dei prodotti, per il design del tuo sito e per un branding ben strutturato.

Cos’è una buyer persona e perché è importante per la tua attività

Una buyer persona è la rappresentazione semi-fittizia del cliente ideale di un’azienda. Semi-fittizia perchè, anche se non corrisponde ad una persona vera in carne ed ossa, si basa su dati demografici, comportamentali e motivazionali raccolti da fonti reali (vendite, sondaggi, analytics del sito, etc).

A differenza di un target di riferimento generico, come “donne 25-45 anni interessate al fitness”, la buyer persona ha un nome, un contesto di vita e obiettivi specifici. Questo la rende uno strumento operativo che puoi – e dovresti – usare spesso: 

  • Nella stesura delle email, dei contenuti e dei post social che rispondono a domande reali del tuo pubblico, non a ipotesi interne
  • Nel prendere decisioni di prodotto o interfaccia, come funzionalità, prezzi, packaging o design del sito basate su bisogni verificati
  • Nel pianificare campagne Ads e pubblicitarie, riducendo lo spreco di budget su segmenti che difficilmente convertono

Insomma, praticamente in tutto quello che ha a che vedere con il marketing della tua attività e lo sviluppo dei prodotto/servizi. 

Il risultato è anche un’immagine di brand più coerente nel tempo. Quando ogni contenuto si rivolge allo stesso pubblico, tono di voce e posizionamento restano allineati anche quando a scrivere sono persone diverse del team, un aspetto centrale per un branding solido e riconoscibile. Un caso di studio di MarketingSherpa mostra che dopo aver ristrutturato il sito attorno alle proprie buyer persona, l’azienda NetProspex ha registrato un aumento del 171% dei ricavi generati dal marketing e del 900% nella durata delle visite. 

Buyer persona vs user persona

Prima di continuare, chiariamo una cosa. Buyer persona e user persona vengono spesso usati come termini intercambiabili, ma non sono la stessa cosa. 

La buyer persona rappresenta chi decide e paga l’acquisto, la user persona rappresenta chi userà davvero il prodotto o servizio. Nei contesti B2C, questi utenti possono corrispondere (pensiamo a qualcuno che si compra una macchinetta per il caffè) o meno (il proprietario di un cane che compra un guinzaglio). Nel contesto B2B, invece, si tratta sempre di persone diverse: chi firma il contratto per un software CRM è il responsabile acquisti, mentre chi userà lo strumento ogni giorno sarà un dipendente del reparto marketing.

Buyer persona User persona
Chi è Chi decide e paga l’acquisto Chi usa concretamente il prodotto o servizio
Focus Motivazioni d’acquisto, budget, processo decisionale Esperienza d’uso, funzionalità, frizioni quotidiane
Rilevante per Marketing, vendite, definizione dei prezzi Design del prodotto, UX, onboarding

Come creare una buyer persona in 5 passaggi

Prima di raccogliere qualsiasi dato, stabilisci cosa vuoi ottenere dalle tue buyer personas, cosa stai cercando di migliorare o sviluppare nella tua attività e quell’obiettivo determinerà come creare i profili, quali aspetti scavare più a fondo e per quali aspetti bastano solo le pennellate generali. 

Se per esempio vuoi costruire una strategia di email marketing più efficace, quello che cerchi è una buyer persona che riveli il rapporto tra utente e tecnologia, come quell’utente preferisce ricevere informazioni, quando ha tempo di aprire la posta elettronica, quale tono e quali scelte estetiche apprezza di più. Se invece l’obiettivo è ottimizzare la SEO della tua attività, è importante che la buyer persona ti dia informazioni su come e da dove il tuo pubblico cerca informazioni e quale percorso compie prima di contattarti.

1. Raccogli dati reali sui tuoi clienti

Il primo passaggio è raccogliere una serie di dati quantitativi e qualitativi per osservare il tuo pubblico da più angolazioni possibili e riuscire a ricreare un’immagine multi-dimensionale attraverso i loro profili.

  • Dati demografici: Età, luogo di residenza, professione, livello di istruzione, situazione familiare. Servono a concretizzare i bisogni di una user persona.
  • Motivazioni intime: Obiettivi, valori, punti dolenti, sfide ricorrenti. Ciò che condiziona le loro decisioni.
  • Contesto: Quando, dove e in quali circostanze nasce il bisogno del tuo prodotto o servizio. Per capire se l’acquisto è legato a momenti specifici dell’anno, a ricorrenze, o a situazioni tipiche del nostro tessuto sociale.

E dove trovi tutte queste informazioni? 

  • Dalla tua esperienza nel settore. Se hai già esperienza, conosci già il tuo cliente tipo, le obiezioni ricorrenti, le loro storie, cosa ferma l’acquisto. Avrai parlato con loro, sai che tipo di abitudini hanno, quali problemi vogliono risolvere, cosa li lascia insoddisfatti.
  • Studi o dati raccolti in passato. Report, sondaggi, interviste, vecchi questionari e note di riunioni contengono dati quantitativi preziosi.
  • Customer service. Chi ha a che fare direttamente con i clienti, risponde al telefono e alle email conosce bene obiezioni, dubbi e frustrazioni della tua clientela.
  • Dati digitali come web analytics, report delle campagne pubblicitarie, tracciamenti del traffico, analitiche email. Questi dati indicano chi visita il sito, da dove arriva, quanto tempo rimane e cosa fa, quali email vengono aperte e quali ignorate. A seconda della portata della tua attività, anche solo una semplice analisi delle pagine più viste o delle parole cercate sul sito potrebbe rivelare informazioni chiave.
  • Fonti di settore come ricerche di mercato, articoli di settore, indagini istituzionali. Se vendi a un pubblico locale, puoi guardare le statistiche comunali o regionali, se lavori in un settore più ampio, puoi attingere a banche dati e studi internazionali.
Tipo di dato Cosa comprende Cosa rivela Dove trovarlo
Dati demografici Età, luogo di residenza, professione, livello di istruzione, situazione familiare Concretizza i bisogni e le abitudini di base del cliente Sondaggi, CRM, dati di vendita, analytics del sito
Motivazioni intime Obiettivi, valori, punti dolenti, sfide ricorrenti Cosa condiziona le loro decisioni d’acquisto Interviste dirette, customer service, esperienza personale nel settore
Contesto Quando, dove e in quali circostanze nasce il bisogno del tuo prodotto o servizio Se l’acquisto è legato a momenti specifici dell’anno, a ricorrenze o a situazioni tipiche del tuo pubblico Dati storici di vendita, analytics del sito, fonti e report di settore

💡 Consiglio
Questa fase di raccolta informazioni può essere quella che ti porta via più tempo, se fatta a mano. Perciò ti consigliamo un paio di scorciatoie. Per passare al setaccio i dati interni che hai disponibili (sondaggi, dati digitali, studi passati, esperienza personale, etc) ti consigliamo un di usare modelli di AI come Gemini Pro, ottimi per estrarne gli elementi più rilevanti da grandi insiemi di dati.
Per raccogliere i dati di settore pubblicamente disponibili, invece, consigliamo di usare un assistente di ricerca specializzato. 
Con AI Studio di SiteGround, hai entrambi sotto lo stesso tetto, con agenti specializzati e una chat multi-modello che ti dà accesso a tutti i tipi di chat IA più conosciuti (Gemini, ChatGPT, Claude e altri). 

2. Analizza i dati raccolti

Una volta raccolti tutti i dati, dovrai fare ordine tra decine di indizi, frammenti di frasi e numeri per capire come si incastrano. Quello che cerchi in questa fase sono le tendenze ricorrenti, non i casi isolati.

Inizia ad ordinare i dati più fattuali:

  • Guarda i dati demografici quantificabili per individuare mode e tendenze in età, genere, impiego e area geografica, poi inizia a segmentare osservando altri dati fattuali condivisi da persone con caratteristiche simili.
  • Considera i bisogni legati al contesto di vita o di lavoro. Persone con orari simili, ambienti di lavoro affini o canali di comunicazione preferiti tendono ad avere abitudini e necessità comuni (es: chi lavora in ufficio, con una pausa pranzo limitata, potrebbe avere accesso a determinati canali digitali solo durante l’orario di lavoro).
  • Non dimenticare i vincoli: budget, tempi, competenze tecniche, regole aziendali.
  • Considera gli scenari d’uso, cioè quando e dove avviene l’interazione con il tuo prodotto o servizio. 

Poi passa a segmentare i dati più complessi:

  • Parti dagli obiettivi comuni tra persone con caratteristiche simili (es: molti dei tuoi clienti si lamentano della stessa complessità burocratica di alcuni processi)
  • Risali alle motivazioni profonde, che possono essere diverse dagli obiettivi dichiarati
  • Osserva le tendenze negli ostacoli, ovvero cosa impedisce o rende difficile ai tuoi utenti raggiungere i loro obiettivi
  • Guarda infine le aspettative: cosa si aspettano dal tuo prodotto o servizio, e in quanto tempo. 

💡 Consiglio
Organizzare a mano decine di risposte a sondaggi o interviste richiede normalmente ore di lavoro, quindi anche qui ti consigliamo di usare il supporto dell’intelligenza artificiale. Per questo genere di lavoro in particolare, ovvero raggruppare le risposte per temi ricorrenti, ti consigliamo un modello come Claude Opus, anche quello disponibile nella chat multi-modello di AI Studio.

3. Inizia a compilare il profilo con le info demografiche

Il terzo passaggio consiste nello scolpire, dai dati raccolti, un profilo con nome e volto. In questo profilo includi:

  • Nome e foto: Non saranno veri ma plausibili, coerenti con il resto del profilo e possibilmente mostreranno l’utente nel contesto in cui farebbe uso del prodotto.
  • Età, genere e stato civile: Per tenere conto delle abitudini, bisogni e stile di vita
  • Area geografica: Ti aiuta a tenere presente le differenze culturali e di consumo
  • Professione: Ti fa presente gli orari, i margini di spesa e criteri di valutazione

Per esempio, “Marco, 44 anni, vive in un piccolo paese di montagna in Trentino, sposato, due figli, titolare di un piccolo laboratorio artigianale” è qualcuno che ha giornate piene, probabilmente viaggia poco per lavoro, è legato al territorio e ha responsabilità sia verso l’attività sia verso la famiglia. Anche solo cambiando un dato – mettiamo per esempio che Marco abiti in città a Milano – possiamo già immaginare un profilo totalmente distinto. 

4. Completa il profilo con dettagli personali, obiettivi, sfide e motivazioni

Aggiungi ora ciò che rende il profilo vivo e ti permette di capire le tue buyer persona in profondità, di individuare come prende decisioni e cosa la spinge davvero.

  • Preferenze personali, interessi e abitudini quotidiane: ti ricordano quali sono i gusti, i piaceri e i piccoli incovenienti ricorrenti nella vita della tua buyer persona. 
  • Criteri con cui prende decisioni: Questi sono gli aspetti che la tua buyer persona valorizza di più e a cui da più peso. Ti aiutano a comunicare gli aspetti a cui il tuo pubblico è più ricettivo
  • Obiettivi di vita attuali: Rappresentano ciò che l’utente desidera raggiungere, il traguardo che guida le sue azioni. Possono essere molto tangibili (migliorare la propria produttività) oppure emotivi (sentirsi sicuro nel proprio lavoro).
  • Motivazioni: Sono il perchè degli obiettivi appena visti, affondano le radici in bisogni profondi (sicurezza, desiderio di crescita personale, necessità di riconoscimento sociale, etc)
  • Frustrazioni: Ostacoli che le impediscono di raggiungere i propri obiettivi, sono cose che la irritano, bloccano o rendono insoddisfatta. Conoscerle ti aiuta ad offrire soluzioni utili allo stesso tempo mostrando empatia e comprensione.

Una volta completato il profilo della buyer persona con tutte le informazioni, salvalo in un documento facilmente consultabile da tutti nel tuo team, da aggiornare ogni volta che emergono nuovi dati. Per la maggior parte delle PMI bastano 2 o 3 profili distinti. 

💡 Consiglio
Trasformare tutte queste informazioni in un documento chiaro e coerente è un lavoro di scrittura che si può delegare. Tra i modelli più usati, il più indicato per lavori di compilazione come questo è Claude Sonnet. Lo trovi disponibile nella chat multi-modello di AI Studio, già incluso come parte del piano Essential, gratuito in qualsiasi hosting SiteGround. 

5. Definisci i touchpoint con il tuo prodotto

L’ultimo passaggio è immaginare quando, dove e come la buyer persona entrerà in contatto con il tuo brand. Questo serve a calarsi nella sua prospettiva e anticipare le sue esigenze, in modo da ridurre la frizione e favorire il percorso verso la soluzione che stai offrendo con il tuo prodotto o servizio. Considera:

  • Il canale: sito web, email, social media, negozio fisico, form di contatto, Ad, etc
  • Il contesto della persona al momento del contatto: Il momento della giornata (mattina, pausa pranzo, pomeriggio, dopo il lavoro, etc), il luogo fisico (in casa, al bar, in ufficio, in treno, etc), lo stato d’animo in cui si trova (stanco, riposato, sovraccarico di lavoro, rilassato?), le condizioni esterne (pressioni lavorative, diversi stimoli da gestire, può/non può concentrarsi molto)
  • La fase del customer journey: dalla scoperta iniziale fino alla fase di fidelizzazione, quando il cliente torna ad acquistare.

Immagina Chiara, titolare di un piccolo negozio di abbigliamento, che scopre il tuo prodotto durante la pausa pranzo, dal telefono, mentre è seduta al bar dell’angolo. È in un ambiente rumoroso, ha poca concentrazione da dedicare e nessuna intenzione di leggere un testo lungo in quel momento. Se in questa fase (scoperta) le proponi un modulo di contatto con dieci campi da compilare la perdi. Quello che funziona per Chiara in questo touchpoint è un contenuto scremabile in pochi secondi, con un unico invito all’azione semplice (salvare il post, cliccare un link) da riprendere con calma la sera, quando potrà valutare con più attenzione se interessarsi al tuo brand.

Template di buyer persona da compilare

Copia questo template e compilalo con i dati raccolti nei passaggi precedenti. Ogni sezione corrisponde a uno degli step descritti sopra.

Categoria Campo Da compilare
Profilo demografico Nome e foto di riferimento
Età
Genere
Stato civile
Area geografica
Professione
Dettagli personali e motivazioni Preferenze personali e interessi
Abitudini quotidiane e hobby
Criteri decisionali
Obiettivi di vita attuali
Motivazioni profonde
Frustrazioni
Touchpoint con il brand Canale
Momento della giornata
Luogo fisico
Stato d’animo
Condizioni esterne
Fase del funnel

Esempi di buyer persona per piccole imprese

Esempio 1: Buyer persona di un ecommerce di prodotti artigianali

Questo esempio di buyer persona potrebbe essere quello creato da un ecommerce che vende prodotti artigianali per la casa.

  • Nome: Giulia
  • Età: 34 anni
  • Genere: Donna
  • Stato civile: Sposata, due figli piccoli (5 e 8 anni)
  • Area geografica: Provincia di Isernia
  • Professione: Impiegata part-time in uno studio contabile
  • Preferenze, interessi, abitudini: Segue una decina di artigiani e piccoli brand locali su Instagram, salva post nella cartella “idee regalo” per settimane prima di decidere, legge sempre la sezione “chi siamo” di un sito prima di fidarsi. Le piace poter raccontare a chi riceve un regalo la storia di chi l’ha fatto a mano.
  • Criteri decisionali: Qualità dei materiali, tempi di consegna chiari indicati già in homepage, presenza di recensioni con foto reali dei clienti.
  • Obiettivi di vita attuali: Trovare regali pensati apposta, senza passare le poche serate libere a confrontare decine di negozi diversi.
  • Motivazioni profonde: Vuole essere percepita, anche solo da chi riceve il regalo, come una persona attenta e di gusto. Vuole sostenere il lavoro artigianale invece della produzione di massa.
  • Frustrazioni: Si è sentita fregata più volte da siti che promettevano consegne “in 3-5 giorni” e poi ci hanno messo tre settimane; odia le descrizioni prodotto generiche che potrebbero valere per qualsiasi oggetto.

Per una persona come Giulia funziona meglio una strategia di email marketing segmentata per occasione, con contenuti che raccontano il processo artigianale dietro ogni pezzo invece di limitarsi a mostrare il prodotto.

Esempio 2: Buyer persona di uno studio professionale

Vediamo un esempio di buyer persona che potrebbe aver individuato un’agenzia di web design.

  • Nome: Roberto
  • Età: 52 anni
  • Genere: Uomo
  • Stato civile: Sposato
  • Area geografica: Bologna
  • Professione: Avvocato, titolare di uno studio con tre collaboratori
  • Preferenze, interessi, abitudini: Le sue giornate sono scandite da udienze e appuntamenti, quindi delega volentieri tutto ciò che non riguarda direttamente il diritto. Controlla email e sito dello studio solo la sera, spesso dopo cena. Si fida più di un consiglio verbale che di una recensione online, ma verifica comunque online prima di fissare un primo incontro.
  • Criteri decisionali: Affidabilità percepita a prima vista (sito aggiornato, foto professionali, informazioni chiare su specializzazioni e onorari), prova sociale tramite recensioni o passaparola, tempo di risposta al primo contatto.
  • Obiettivi di vita attuali: Essere il punto di riferimento nel suo settore in città, senza dover dedicare tempo o budget significativi al marketing.
  • Motivazioni profonde: Preferisce di gran lunga ricevere clienti per segnalazione di chi ha già lavorato con lui, che gli sembra più dignitoso rispetto a inseguire traffico freddo online.
  • Frustrazioni: Il sito dello studio è rimasto quasi identico da otto anni e lo sa, ogni volta che qualcuno gli scrive tramite il modulo di contatto con troppi campi obbligatori, immagina quante persone abbandonano a metà.

Per Roberto la priorità non è la quantità di contatti ma la qualità della prima impressione: un sito aggiornato con casi di successo reali (anche anonimizzati), un modulo di contatto breve e recensioni verificabili convertono molto più di qualsiasi campagna a pagamento, perché intercetta chi ha già deciso di cercarlo dopo un consiglio.

Esempio 3: Buyer persona di una startup B2B

L’ultimo esempio che vediamo è quello di una buyer persona creata da un’attività SaaS B2B.

  • Nome: Elena
  • Età: 39 anni
  • Genere: Donna
  • Area geografica: Provincia di Milano
  • Professione: Responsabile acquisti IT in una media impresa manifatturiera (circa 150 dipendenti)
  • Preferenze, interessi, abitudini: Valuta sempre almeno tre fornitori in parallelo prima di scegliere, tiene un foglio di calcolo comparativo condiviso con IT e finance, partecipa a webinar di settore più per aggiornarsi sulle novità che per convincersi di un acquisto specifico.
  • Criteri decisionali: Casi studio verificabili nel suo stesso settore, dati concreti su tempi di implementazione e ROI, referenze di clienti a cui può telefonare direttamente.
  • Obiettivi di vita attuali: Ridurre i tempi di implementazione del nuovo software senza dover coinvolgere troppi reparti diversi, per non allungare ulteriormente un processo già lento.
  • Motivazioni profonde: Deve poter presentare al proprio management un ritorno sull’investimento misurabile entro pochi mesi dall’acquisto, altrimenti la decisione ricade sulla sua credibilità interna.
  • Frustrazioni: Le demo commerciali generiche le fanno perdere tempo. Quando un fornitore non ha nessun caso studio nel suo settore, lo scarta quasi subito.

Con un profilo come Elena la strategia più efficace sono i contenuti verticali come white paper e casi studio specifici per il settore manifatturiero, dati concreti su tempi e ROI in bella vista, e la possibilità di parlare con un cliente di riferimento prima della firma, elementi che accorciano un ciclo decisionale naturalmente lungo e con più persone coinvolte.

Usa le buyer personas nella tua strategia di marketing

Una volta costruite, le buyer persona devono diventare il filtro con cui valuti ogni nuova email, ogni pagina del sito e ogni campagna pubblicitaria prima di pubblicarla. 

Ma oltre a tenerle a portata di mano, devi anche aspettarti di doverle aggiornare mano a mano che il tuo brand, i tuoi prodotti e il mercato cambiano: le aziende con buyer persona aggiornate e in uso hanno il 71% di probabilità in più di superare i propri obiettivi di fatturato e lead rispetto a chi non lo fa, secondo lo studio Understanding B2B Buyers di Cintell.

Costruire e aggiornare le buyer persona, però, richiede tempo e risorse che molte PMI non hanno a disposizione. È esattamente il gap che SiteGround AI Studio è pensato per chiudere: uno spazio di lavoro unico con tutti i principali modelli IA sul mercato e agenti specializzati come l’Assistente di ricerca web, con prompt già pronti così da non dover trovare la formulazione giusta ogni volta. 

In test reali su attività strutturate e ricche di dati, non troppo diverse dal lavoro di raccolta e analisi che richiede una buyer persona, SiteGround ha misurato una riduzione media del tempo di lavoro dell’89%. È questo il tipo di supporto al lavoro di marketing che ti dà AI Studio, permettendoti finalmente di fare il lavoro che altrimenti avresti rimandato ancora e ancora.

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FAQ sulle buyer persona

Cosa sono le buyer persona?

Le buyer persona sono rappresentazioni semi-fittizie del cliente ideale di un’azienda, costruite su dati reali di vendite, sondaggi e analytics. Servono a orientare contenuti, campagne e decisioni di prodotto verso bisogni verificati invece che verso supposizioni.

Come si crea una buyer persona?

Si crea raccogliendo dati reali su clienti esistenti, cercando pattern ricorrenti e compilando un profilo con informazioni demografiche, obiettivi, frustrazioni e touchpoint. Il processo si articola in cinque passaggi: raccolta dati, analisi dei dati, compilazione delle informazioni base, aggiunta delle informazioni dettagliate e definizione dei punti di contatto con il brand.

A cosa serve creare un customer persona?

Serve a rendere più mirate le attività di marketing, riducendo lo spreco di budget su segmenti che difficilmente convertono. Permette inoltre a team diversi, marketing, vendite e prodotto, di condividere la stessa immagine del cliente ideale.

Quali sono i 4 tipi di clienti?

Esistono diverse classificazioni, ma un modello ricorrente distingue clienti in base al comportamento d’acquisto: impulsivi, abituali, orientati al prezzo e orientati alla qualità. La categoria prevalente nel tuo pubblico dipende dal settore e va verificata con i tuoi stessi dati.

Cosa si intende per target di riferimento?

Il target di riferimento è l’insieme di persone o aziende a cui un prodotto o servizio è rivolto, definito tramite criteri come età, area geografica, settore o comportamento d’acquisto. È il punto di partenza da cui poi si costruiscono le buyer persona.

Che differenza c’è tra target e personas?

Il target di riferimento è un segmento descritto con criteri generali, come età o area geografica. La buyer persona è un profilo molto più dettagliato con nome, motivazioni e contesto di vita.

Come si individua il target di riferimento?

Si individua analizzando chi acquista già i tuoi prodotti o servizi e incrociando dati di vendita, o analytics del sito. Il passaggio successivo è approfondire questi dati con interviste o sondaggi per iniziare ad individuare a una buyer persona dettagliata che appartenga al target.

Che cos’è il profilo cliente?

Il profilo cliente è la descrizione strutturata delle caratteristiche di un cliente tipo (dati demografici, comportamentali e motivazionali). Quando questo profilo include anche un nome, un contesto di vita e obiettivi specifici, diventa a tutti gli effetti una buyer persona.

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Autore: Noel Nuccioni

Esperto di digital marketing

Esperto in tutto ciò che riguarda l'email marketing, l'hosting e la creazione di siti web, è sempre alla ricerca della frase perfetta. E se non è impegnato a fare questo, significa che si sta dedicando alle sue altre attività preferite: i viaggi, il cibo e imparare cose nuove, l'ultima delle quali è la programmazione.

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